EAU DE POCHETTE P.EAU POUR LA VIE ET LA RÉSILIENCE

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Coquillete Paris x Carbotti. L’alta profumeria incontra la pelletteria artigianale e dà vita alle Eau de Pochette: borse profumate, sensoriali e inclusive che si tramutano in spazi eterei di transizione attraverso i quali cogliere l’opportunità di accedere a una mistica urbana della condivisione.

È un sodalizio d’eccellenza quello tra Coquillete Paris e Carbotti. L’alta profumeria da un lato, la pelletteria artigianale dall’altro. Testimone nonché fil rouge di questa collaborazione è la tradizione, quasi a sottolineare quanto entrambe le realtà attingano da quel bagaglio esperienziale fatto di crismi, gesti e saperi dal valore inestimabile. Questa collaborazione si è concretizzata in un connubio creativo che profuma di joie de vivre. Eau de Pochette: P.eau pour la vie et la résilience non è semplicemente una capsule collection, una mera partnership tra due brand, ma un accordo fra “note di testa e di cuore” che si fa slancio e volano per la rinascita e la ripartenza. Nate dall’intuizione di un’artista togata che, per il momento, preferisce restare anonima, le Eau de Pochette rappresentano una reazione creativa a uno degli effetti più indesiderati di questa pandemia: la anosmia.

Eau de Pochette Elena Tudor (Coquillete Paris x Carbotti)

Sono il segno di una riconquista per chi ha recuperato l’olfatto e un dono speciale per chi non lo ha mai perso e vuole tracciare le proprie coordinate valoriali e spaziali. Le Eau de Pochette sono borse sensoriali ed inclusiveborse che incontrano una fragranza, la fanno propria arricchendosi delle note di quest’ultima, e si tramutano in spazi eterei di transizione attraverso i quali cogliere l’opportunità di accedere a una mistica urbana della condivisione. L’accessorio diventa parte essenziale di un rituale pagano di purificazione e attrazione, luogo di inedite connessioni olfattive, strumento di potere per nuove inconfessabili conquiste. Le borse in questione sono quelle della MAIN COLLECTION di Carbotti, che rivelano l’identità precisa del brand: Elena 243, Greta 245, Licia 241. Borse con un simbolo ottagonale che non racchiude in sé solo le iniziali e il ricordo del fondatore dell’azienda, Domenico Carbotti, ma tutto l’amore per lo spirito femminile e per l’energia vitale che lo contraddistingue. Ottagono come combinazione vincente di energia, spazio, tempo, materia, Luce, Acqua, Vento e Terra. Le fragranze scelte sono invece Sulmona, Tudor e Vesevius, tre extrait de parfum di Coquillete Paris con tre identità olfattive ben definite, create da uno dei nasi più apprezzati nel panorama della profumeria d’autore: Rosa Vaia. All’interno delle Eau de Pochette è stata apposta una tasca porta travel, precedentemente trattata con una delle fragranze prescelte. Sebbene ogni fragranza sia stata abbinata a un modello, è possibile “customizzare” il prodotto, scegliendo borsa (modello e dimensione) e una delle tre fragranze da abbinare. In futuro, inoltre, la rosa di fragranze e modelli potrebbe ampliarsi. L’estetica olfattiva dei/delle clienti ipovedenti potrà, su richiesta, essere ulteriormente personalizzata con una stampa Braille del nome di chi le acquista.

Eau de Pochette Greta Sulmona (Coquillete Paris x Carbotti)  

Con le Eau de Pochette sarà possibile indossare in qualunque momento il profumo della propria borsa; la tasca porta travel size conterrà infatti il formato da 10ml della fragranza prescelta, riacquistabile in qualunque momento sul sito di Coquillete Paris. Un universo profumato all’interno di uno scrigno che diviene portale verso altri mondi. Le Eau de Pochette sono eleganti ordigni di seduzione, le mete di viaggi olfattivi inedititracce di tangenze alchemiche ancora tutte da provare, un inno alla viva accoglienza dell’incanto; un modo per rendere perpetuo il moto di nuovi equilibri e slanci vitali; l’abbrivio per sognatori ad occhi aperti, per uomini e donne “on life” mai stanchi di ricevere il richiamo della pura vita e di respirarlo a pieni polmoni.

Eau de Pochette Licia Vesevius (Coquillete Paris x Carbotti)  

CARBOTTI

È una storia che profuma di tradizione, maestria, fatica e ingegno quella di Carbotti, e affonda le sue radici in terra pugliese, a Martina Franca per l’esattezza, città della provincia di Taranto. Il protagonista di questa storia è Domenico Carbotti, che non ricorda con precisione l’anno del suo ingresso in una bottega della sua città sita vicino al celebre Caffè Derna. È il 1944 o forse il 1945, Domenico ha all’incirca 10 anni e il suo compito è quello di lavare il pavimento. Ben presto, però, ottiene dapprima il privilegio di tagliare e poi persino quello di cucire la pelle per dar vita a selle e finimenti per cavalli. Dopo tre anni e mezzo questo ragazzino volenteroso ed educato sceglie di frequentare la bottega di un altro bravissimo sellaio, a Taranto. Qui trascorre due anni, dove perfeziona le sue abilità. Il tragitto da compiere tutti i giorni è lungo, le spese da sostenere sono troppe, Domenico decide dunque di iniziare a lavorare in casa dei suoi genitori. Lo spazio a disposizione non è tanto, il suo banchetto, sul quale tira la pelle cucita a mano, è veramente piccolo e pertanto Domenico riesce a realizzare solo dei portafogli e delle cinture utilizzando materiali che in qualche modo recupera dai calzolai di Martina Franca e della vicina Crispiano. Nel 1952 Domenico prende in affitto un piccolo locale, riceve delle commesse per la realizzazione di alamari in pelle da applicare ai montgomery prodotti da un’azienda di Martina Franca. È l’inizio di un periodo particolarmente difficile ma al contempo proficuo. Domenico “arruola” tutti gli amici che vanno a fargli visita nel locale per farsi dare una mano a realizzare migliaia di alamari. Il 1955 rappresenta l’anno della prima vera svolta: Domenico vince la medaglia d’argento alla “Mostra artigiana Ionica” per la sua esposizione di pelletteria. Questo riconoscimento comporta un aumento di clientela e la conseguente creazione dell’impresa individuale Carbotti Domenico. Questo giovane artigiano è alla costante ricerca di pelli: si reca fino a Grottaglie e Bari, fino a spingersi dapprima a Milano e poi a Torino. Alla fine degli anni ’50 arrivano le prime grandi commesse. Gli anni ’60 sono caratterizzati da un ulteriore aumento di clientela. In questi anni l’azienda ha circa 10 dipendenti. Nel frattempo anche la famiglia di Domenico cresce: i suoi figli decidono di affiancarlo nell’attività. Nel 1985 il laboratorio viene trasferito in un locale più ampio, che ancora oggi è la sede operativa della società. Nella parte stilistica e nella produzione Domenico viene affiancato dal figlio maggiore, Angelo. Per la vendita al dettaglio viene aperta una boutique (in Corso Messapia, a Martina Franca), seguita dal secondogenito Michele. Nel 1987 nasce la società Carbotti Srl. Ai primi due figli, nel 2001 si unisce il terzogenito Gianni, il cui arrivo dona all’azienda un respiro internazionale. Internet e i social divengono canali di promozione delle borse Carbotti. Queste ultime oggi sono esportate in tutto il mondo, in particolare in Corea e Giappone.

LE BORSE

Le borse firmate Carbotti, 100% fatte a mano in Italia, sono di qualità artigianale frutto di oltre 60 anni di esperienza nella lavorazione di pellami pregiati. L’azienda è produttrice diretta di tutti gli articoli del catalogo ed è specializzata nella produzione di borse personalizzate su indicazione del cliente. Per tutelare questi valori, radicati profondamente in tutti gli aspetti del lavoro dell’azienda, Carbotti ha registrato anche l’accessorio che contraddistingue la linea Main Collection. Il simbolo ottagonale prescelto non racchiude in sé solo le iniziali e il ricordo del fondatore, Domenico Carbotti, ma tutto l’amore per lo spirito femminile e per l’energia vitale che lo contraddistingue. Ottagono come combinazione vincente di energia, spazio, tempo, materia, Luce, Acqua, Vento e Terra.

Simbolo di un dualismo insopprimibile, di un equilibrio inarrestabile, di un viaggio a otto punte dalla superficie al cuore delle cose, dal primo all’ultimo petalo del fiore di loto che l’azienda porta virtualmente in dono a ogni suo cliente. Un modo per ricordare l’importanza di essere diversi, in continuo cammino e come parti vitali di “comunità di destino”. L’accessorio, registrato con il numero di registrazione della proprietà intellettuale nella zona UE: 008473300, è un altro passo verso la visione di artigianalità consapevole dell’azienda. L’azienda ha fondato il suo modello di business considerando centrali gli aspetti della custodia e della cultura artigianale. Carbotti crede in uno sviluppo sostenibile, con un’attenzione costante alle persone e all’ambiente. La sostenibilità è per Carbotti un valore fondante, perché crede di poter contribuire concretamente a un mondo migliore per le nuove generazioni. La pelle grezza, quale materiale di scarto dell’industria zootecnica, viene inserita nel ciclo di produzione del cuoio. Tale applicazione permette di ridurre l’inquinamento globale evitando che le pelli debbano essere incenerite. L’eventuale distruzione della pelle animale contribuirebbe in maniera sostanziale alla produzione dei gas serra. Pertanto, il processo di produzione conciaria è un’attività industriale altamente sostenibile dal punto di vista ambientale. I pellami utilizzati da Carbotti rispettano la normativa REACH EC1907/2006 Annex XVII e Annex XIV. Il regolamento REACH prevede il trattamento speciale del pellame in cui l’acqua di lavorazione viene pretrattata per eliminare le frazioni organiche prima del rilascio nelle acque di scarico biologiche (sgrassatura di pelli ovine).

COQUILLETE PARIS

Classe 1979, Rosa Vaia è uno dei nasi più noti e apprezzati nel panorama mondiale della profumeria artistica, o d’autore, come Rosa ama definirla. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso L’Università L’Orientale di Napoli, Rosa Vaia decide di seguire la sua passione e di assecondare una dote innata, quella di “avere naso” per i profumi. Si trasferisce a Parigi dove, assieme a una sua amica, inizia a creare fragranze per diversi marchi di moda finché, nell’autunno del 2012 nasce Coquillete Paris, un brand di nicchia che esordisce con un profumo, Herat, che vede come primo distributore la celebre boutique Jovoy, a Parigi. Rosa e la sua amica continuano a creare fragranze per altri brand di profumeria ma il richiamo verso quella loro “creatura” è troppo forte. Decidono dunque di dar vita alla propria linea: Coquillete Paris. Rosa si trasferisce in Italia divenendo produttrice di fragranze, chiaramente made in Italy. Coquillete Paris cambia dunque Paese: dalla Francia si trasferisce in Italia. Il successo è immediato, Coquillete Paris entra all’interno di quasi tutte le profumerie di nicchia presenti sul territorio italiano e la richiesta da parte di aziende, anche molto note, di formule e prodotti finiti cresce a dismisura. Il marchio è l’esempio di un brillante connubio tra l’eleganza francese e il “saper fare” italiano. Un concetto di Haute Parfumerie coltivato con il talento, che vede nell’eccellenza e nella scelta di materie prime di altissima qualità il proprio punto di forza. Coquillete Paris concepisce profumi per persone di carattere che disprezzano il conformismo, e che, invece, sono alla ricerca di qualcosa di diverso che si mescolerà con la loro individualità. Oggi è Rosa Vaia l’unica proprietaria dell’azienda, sempre alla ricerca di nuovi spunti per dar vita a fragranze uniche, ammalianti e ricercate.

LE FRAGRANZE

VESEVIUS

Un profumo che esprime l’eterna lotta fra bellezza e distruzione, fuoco sacro e brivido di timore, simbolo di passione e segreto, tentazione e metafora di vita, idolatria e scommessa, gioioso sentimento e pura identità, nemico e amico. Un percorso nel sentiero dai colori della luna, tra la lava grigio argento e il giallo fiamma delle ginestre, gli aromi della boscaglia e il profondo sentore delle orchidee selvatiche, il mirto, le piante aromatiche miste al galbano e i muschi. Una esplosione di colori e vita, la brezza del mare che lancia i suoi effluvi e racconta di viaggi e meraviglie.

Note di testa: bergamotto, pompelmo, limone di Procida, ginestra del Vesuvio, mora, zafferano, rosa di Damasco, verbena, galbano

Note di cuore: oud, incenso, vetiver, patchouly, salvia, ginestra del Vesuvio, rosmarino, lavanda, mirto, orchidee del Vesuvio

Note di fondo: ambra, aghi di pino, legno di quercia, oud, patchouly

SULMONA

Sulmona è un jus delizioso, goloso e tenero: una nuvola di zucchero a velo e mandorla che ricorda i confetti e, non a caso, porta proprio il nome della patria di questi dolci celebri in tutto il mondo. 

Note di testa: vaniglia del Madagascar, zucchero di canna, mandorla

Note di cuore: vanillina, mandorla amara siciliana

Note di fondo: vaniglia, fiori d’arancio

TUDOR

“Le rose cascano, le spine restano”. Proverbio simbolo della fine della guerra dei cent’anni, la Rosa di Tudor rappresenta la pace che arriva dopo un lungo percorso, è la dimostrazione di come ogni esistenza umana e ogni vita debba fare i conti con ferite laceranti, ostacoli imprevisti, che impediscono di raggiungere la parte intima di sé stessi. Una fragranza che toglie tutti gli orpelli effimeri e si presenta nella sua cruda bellezza, un volo di petali spazzati via dal vento d’autunno, un groviglio di cespugli, legni, radici, terra. Una metafora che altro non è che un inno alla vita, nella sua forma essenziale e primordiale. Note profonde ed enigmatiche che scavano a fondo con un ritorno dolce e ambrato.

Note di testa: legno di rosa, geranio cinese, mughetto

Note di cuore: legni ambrati, benzoino, terra

Note di fondo: legno di rosa, benzoino, labdano, ambra grigia, vaniglia del Madagascar.

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